31/05 Namtso lake
Ieri sera siamo stati seduti in un locale quando un ragazzo e' entrato e ci ha chiesto se avevamo programmi per oggi. Al nostro no ci ha proposto di venire con loro al Namtso lake. Un lago di acqua salata a 4700 metri. Senza pensarci due volte abbiamo detto di si.
Solo dopomi e' venutoin mente che forse e' ancora un po' presto per sa
lire altri 1000 metri. Speriamo che non torni la nausea. Per prevenirla abbiamo cominciato la mattina a prendere lepillole e ha funzionato. Non abbiamo sentito niente. Il paesaggio intibet e' diverso da quanto mi aspettassi. Le montagne anche se sono 7000 metri sembrano piu' mucchi di terra e c'e' poco verde. Ma a pensarci avrei potuto immaginare che sopra i 4000 metri i prati non sono verdi come da noi a 1000.
A salire l'ultimo passo (5200) il nostro Jeep quasi non ce la faceva. Non ho idea come funzioni ma sembrava che il motore non ricevesse abbastanza benzina. E' comunque stranissimo come piccole cose cambiano quando sei a quest' altitudine. Noi avevamo portato dei biscotti che erano ancora confezionati e poco sotto i 5000 il sacchetto e' esploso.
Dal passo la vista era spettacolare. Sotto di noi si espandeva questo lago enorme. Cosa strana qui sono le persone, che sembrano vivere su questi passi e che chiedono soldi per fotografare le loro capre, yaks eper andare in bagno. Io volevo evitare il bagno, meno per i soldi quanto per la schifezza che normalmente sono e percio' volevo cercare un posto nascosto all'aperto. Ma una ragazza mi ha inseguita ad ogni passo. Alla fine ho resignato, le ho dato i soldi e sono entrata nel bagno che come aspettavo era un macello, ma mica ero sola. Mi ha inseguita anche li e l'ha fatta vicino a me guardando sopra il muretto: i bagni sono buchi divisi uno dall'altro da un muretto alto neanche un metro e porte non esistono. Oh per 10 centesimi puoi mica chiedere un po' di privacy.
Il nostro autista ci ha portati da delle tende di nomadi, lontani dai campeggi per i turisti.
Sono contentissima di aver comprato la macchina fotografica con lo zoom di 15 volte, perche' cosi' posso fare bene i Portrait delle persone.
E i visi di questi nomadi sono troppo belli, segnati dal vento, neve e sole e proprio per questo molt
o speciali. Abbiamo incontrato una famiglia dove lei aveva 28, lui 26 e il bambino 8 anni, ma da nessuno di loro lo avresti detto. Mentre i due adulti sembravano molto piu' vecchi, il bambino sembrava piu' piccolo.
Quando noi ci siamo fermati ad un mucchio di sassi sacri e' arrivato un jeep con turisti cinesi ed uno di loro si e' messo su i sassi sacri per riuscire meglio a fare una foto dei suoi amici. Sono prorio scemi. Da lontano si vedono le scritte sui sassi e che questo voldire un qualcosa di importante lo capirebbe anche un bambino (ma i cinesi no). Il nostro autista e' esploso e gli ha sgridati ma mica si sono scusati. Non ho parole
Solo dopomi e' venutoin mente che forse e' ancora un po' presto per sa
lire altri 1000 metri. Speriamo che non torni la nausea. Per prevenirla abbiamo cominciato la mattina a prendere lepillole e ha funzionato. Non abbiamo sentito niente. Il paesaggio intibet e' diverso da quanto mi aspettassi. Le montagne anche se sono 7000 metri sembrano piu' mucchi di terra e c'e' poco verde. Ma a pensarci avrei potuto immaginare che sopra i 4000 metri i prati non sono verdi come da noi a 1000.A salire l'ultimo passo (5200) il nostro Jeep quasi non ce la faceva. Non ho idea come funzioni ma sembrava che il motore non ricevesse abbastanza benzina. E' comunque stranissimo come piccole cose cambiano quando sei a quest' altitudine. Noi avevamo portato dei biscotti che erano ancora confezionati e poco sotto i 5000 il sacchetto e' esploso.
Dal passo la vista era spettacolare. Sotto di noi si espandeva questo lago enorme. Cosa strana qui sono le persone, che sembrano vivere su questi passi e che chiedono soldi per fotografare le loro capre, yaks eper andare in bagno. Io volevo evitare il bagno, meno per i soldi quanto per la schifezza che normalmente sono e percio' volevo cercare un posto nascosto all'aperto. Ma una ragazza mi ha inseguita ad ogni passo. Alla fine ho resignato, le ho dato i soldi e sono entrata nel bagno che come aspettavo era un macello, ma mica ero sola. Mi ha inseguita anche li e l'ha fatta vicino a me guardando sopra il muretto: i bagni sono buchi divisi uno dall'altro da un muretto alto neanche un metro e porte non esistono. Oh per 10 centesimi puoi mica chiedere un po' di privacy.
Il nostro autista ci ha portati da delle tende di nomadi, lontani dai campeggi per i turisti.
Sono contentissima di aver comprato la macchina fotografica con lo zoom di 15 volte, perche' cosi' posso fare bene i Portrait delle persone.
E i visi di questi nomadi sono troppo belli, segnati dal vento, neve e sole e proprio per questo molt
o speciali. Abbiamo incontrato una famiglia dove lei aveva 28, lui 26 e il bambino 8 anni, ma da nessuno di loro lo avresti detto. Mentre i due adulti sembravano molto piu' vecchi, il bambino sembrava piu' piccolo.Quando noi ci siamo fermati ad un mucchio di sassi sacri e' arrivato un jeep con turisti cinesi ed uno di loro si e' messo su i sassi sacri per riuscire meglio a fare una foto dei suoi amici. Sono prorio scemi. Da lontano si vedono le scritte sui sassi e che questo voldire un qualcosa di importante lo capirebbe anche un bambino (ma i cinesi no). Il nostro autista e' esploso e gli ha sgridati ma mica si sono scusati. Non ho parole
Gestern abend - nach Redaktionsschluss - hat uns beim Essen ein Hollaender angequatscht, ob wir Lust haben mit ihnen zum Namtso See zu fahren. Sie hatten einen Jeep mit Fahrer gebucht, suchten allerdings noch zwei Leute um die Kosten aufzuteilen.
Obwohl wir uns noch nicht so richtig an die Hoehe gewoehnt hatten, sagten wir zu und fuhren heute mit zum - laut einem dt. Reisefuehrer - hoechstgelegenen See der Welt. In einem anderen Reisefuehrer war an diesem See allerdings nur das Panaroma einzigartig, nicht dessen Hoehe...
Dank unserer chinesischen Kraeutertabletten merkten wir selbst beim Ueberqueren eines 5200m hohen Passes nichts von Hoehenkrankheit. Die mitgefahrene Taiwanerin konnte das allerdings nicht von sich behaupten. Den ganzen Tag ueber verliess sie unseren Toyota Landcruiser hoechstens fuer die Toilette.
Auf der Fahrt passierten wir immer wieder Checkpoints der Polizei, die unsere Route und dessen Zeitplan prueften. Unser Fahrer war gluecklicherweise ein originaler Tibeter, sodass wir von chinesischer Propaganda verschont blieben. Mittags fuehrte er uns in ein originales tibetisches Restaurant zum Essen. Lecker!
Tibets Kueche ist meiner Meinung nach, und entgegen Aussagen vieler Reisefuehrer, ausserordentlich gut. Sie ist der mongolischen Kueche verdammt aehnlich - nur statt Hammelfleisch gibt es hier ueberall schoen zartes Yakfleisch. Selbst die Teigtaschen, die wir in der Mongolei so geliebt haben, gibt es hier auch, nur eben mit Yakfleisch. Und die genassen wir auch heute zum Mittagessen. Da wir alle diese "momo's" bestellten, ueberstieg dessen Anzahl das Pensum unseres Lokals, sodass sie noch welche vom Nachbar holen mussten.
Unterwegs hielten wir oefters bei, mit Gebetsfahnen behangenen, heiligen Steinhaufen zum Fotografieren. Rein zufaellig standen dort immer schoen beschmueckte Yaks, Pferde oder Ziegen. Sobald wir aber die Linse darauf richten wollten, kam sofort ein geschaeftstuechtiger Tibeter angerannt, der Geld fuers Fotografieren haben wollte. Also doch lieber den Zoom von Manus Fotokamera verwenden.
Die Natur von Tibet ist der der Mongolei genauso aehnlich wie das Essen, nur eben 2000m hoeher. Die Berge habe ich mir ein wenig spektakulaerer vorgestellt, etwas felsiger. Wahrscheinlich sind wir von den Kalkfelsen der Dolomiten zuviel verwoehnt. Aber trotzdem sind sie ungemein beeindruckend.
Der Salzsee war riesig und hatte wundervolles tuerkisblaues Wasser. Am Ufer gab es kleine Lagunen mit Suesswasser. Weil irgendwas mit unserer Genehmigung nicht stimmte, konnten wir "leider" nicht zu den Touristendoerfern hinfahren, sondern "mussten" am verlassenen Ufer stehenbleiben, wo "nur" ein paar Nomaden lebten. Der Fahrer organisierte eine kurze Besichtigung eines der Nomadenzelte. Die Nomaden schlafen in grossen Zelten, die allerdings bei einer zehnkoepfigen Familie verdammt eng werden muessen. Die Einkindpolitik Chinas scheint hier in Tibet nicht zu funktionieren.
Wahrscheinlich haben die Nomaden irgendwann gemerkt, dass sie fuer viele Touristen nichts anderes als nette Fotomotive sind. So oft haben wir gesehen, wie sich andere der Perspektive wegen vor ihnen hinknien oder ihnen das Objektiv vors Gesicht halten und drauflos knipsen, ohne zu fragen.
Bevor wir die Kameras aus der Tasche nahmen, bestachen wir sich mit mitgebrachten Keksen und fragten sie mit Haenden und Fuessen ueber ihre Tiere und Familien aus. Tibeter sind unheimlich nett und lachen ueber jede Kleinigkeit. Man muss sich gar nicht verstehen, um gemeinsam lachen zu koennen. Obwohl sie als Erstes nach Geld fuer Fotos verlangt hatten, schien sie das nach dem Herumscherzen nicht mehr zu interessieren. Sicher gibt es andere, die schoenere und mehr Portraetfotos haben, aber die Erinnerung an die Leute zaehlt mehr als ein Foto. Oder heimlich aus der Ferne mit den guten Zoom von Manus Kamera...
Es war auf jeden Fall ein schoener Tag!
Obwohl wir uns noch nicht so richtig an die Hoehe gewoehnt hatten, sagten wir zu und fuhren heute mit zum - laut einem dt. Reisefuehrer - hoechstgelegenen See der Welt. In einem anderen Reisefuehrer war an diesem See allerdings nur das Panaroma einzigartig, nicht dessen Hoehe...
Dank unserer chinesischen Kraeutertabletten merkten wir selbst beim Ueberqueren eines 5200m hohen Passes nichts von Hoehenkrankheit. Die mitgefahrene Taiwanerin konnte das allerdings nicht von sich behaupten. Den ganzen Tag ueber verliess sie unseren Toyota Landcruiser hoechstens fuer die Toilette.
Auf der Fahrt passierten wir immer wieder Checkpoints der Polizei, die unsere Route und dessen Zeitplan prueften. Unser Fahrer war gluecklicherweise ein originaler Tibeter, sodass wir von chinesischer Propaganda verschont blieben. Mittags fuehrte er uns in ein originales tibetisches Restaurant zum Essen. Lecker!

Tibets Kueche ist meiner Meinung nach, und entgegen Aussagen vieler Reisefuehrer, ausserordentlich gut. Sie ist der mongolischen Kueche verdammt aehnlich - nur statt Hammelfleisch gibt es hier ueberall schoen zartes Yakfleisch. Selbst die Teigtaschen, die wir in der Mongolei so geliebt haben, gibt es hier auch, nur eben mit Yakfleisch. Und die genassen wir auch heute zum Mittagessen. Da wir alle diese "momo's" bestellten, ueberstieg dessen Anzahl das Pensum unseres Lokals, sodass sie noch welche vom Nachbar holen mussten.
Unterwegs hielten wir oefters bei, mit Gebetsfahnen behangenen, heiligen Steinhaufen zum Fotografieren. Rein zufaellig standen dort immer schoen beschmueckte Yaks, Pferde oder Ziegen. Sobald wir aber die Linse darauf richten wollten, kam sofort ein geschaeftstuechtiger Tibeter angerannt, der Geld fuers Fotografieren haben wollte. Also doch lieber den Zoom von Manus Fotokamera verwenden.
Die Natur von Tibet ist der der Mongolei genauso aehnlich wie das Essen, nur eben 2000m hoeher. Die Berge habe ich mir ein wenig spektakulaerer vorgestellt, etwas felsiger. Wahrscheinlich sind wir von den Kalkfelsen der Dolomiten zuviel verwoehnt. Aber trotzdem sind sie ungemein beeindruckend.
Der Salzsee war riesig und hatte wundervolles tuerkisblaues Wasser. Am Ufer gab es kleine Lagunen mit Suesswasser. Weil irgendwas mit unserer Genehmigung nicht stimmte, konnten wir "leider" nicht zu den Touristendoerfern hinfahren, sondern "mussten" am verlassenen Ufer stehenbleiben, wo "nur" ein paar Nomaden lebten. Der Fahrer organisierte eine kurze Besichtigung eines der Nomadenzelte. Die Nomaden schlafen in grossen Zelten, die allerdings bei einer zehnkoepfigen Familie verdammt eng werden muessen. Die Einkindpolitik Chinas scheint hier in Tibet nicht zu funktionieren.
Wahrscheinlich haben die Nomaden irgendwann gemerkt, dass sie fuer viele Touristen nichts anderes als nette Fotomotive sind. So oft haben wir gesehen, wie sich andere der Perspektive wegen vor ihnen hinknien oder ihnen das Objektiv vors Gesicht halten und drauflos knipsen, ohne zu fragen.
Bevor wir die Kameras aus der Tasche nahmen, bestachen wir sich mit mitgebrachten Keksen und fragten sie mit Haenden und Fuessen ueber ihre Tiere und Familien aus. Tibeter sind unheimlich nett und lachen ueber jede Kleinigkeit. Man muss sich gar nicht verstehen, um gemeinsam lachen zu koennen. Obwohl sie als Erstes nach Geld fuer Fotos verlangt hatten, schien sie das nach dem Herumscherzen nicht mehr zu interessieren. Sicher gibt es andere, die schoenere und mehr Portraetfotos haben, aber die Erinnerung an die Leute zaehlt mehr als ein Foto. Oder heimlich aus der Ferne mit den guten Zoom von Manus Kamera...Es war auf jeden Fall ein schoener Tag!




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