Manu&Tobi in anywhere

 

Tuesday, June 05, 2007

27/5 Beijing - Lhasa

Siamo stanchi morti, ma a dormire non si riesce. La mattina siamo arrivati a Xian, dove finalmente il baccano vicino a Tobi e' sceso. Subito ci siamo messi comodi sulle tre sedie, ma non per tanto. E' salito uno nuovo che aveva il posto vuoto - cacchio. Per i nuovi arrivati, i due turisti (noi) erano ancora una sensazione e percio' eravamo osservati da tutti. Alcuni si sono adirittura messi sui posti vuoti intorno a noi per poterci esaminare meglio. Solo ora capisco quanto male devono sentirsi gli animali nello zoo.
In fine il piu' corraggioso dei nuovi arrivati ci ha parlato (in cinese) e piano, piano intorno a noi si era formato una piccola folla. Tutti erano curiosi di sentire la traduzione dai segni in cinese. Alcuni disegni fatti da noi per spiegare delle cose (Tobi ha disegnato un'ucello che fa un uovo, ma mi sfugge quale era la domanda) hanno suscitato grandi risate in tutta la carrozza. Ogni passante e' stato fermato e chiesto di amirare il disegno. La giornata cosi' e' passata abbastanza in fretta e pure la sera. Era la sera quando il nostro spettaccolo segnava i picchi in termini di spettatori. C'erano talmente tanti che nel corridoio non c'era piu' modo da passare e dunque ognuno che magari voleva andare in bagno o a fumare, si fermava e si concentrava con gli altri su casa potrebbero significare i nostri segni. Se o quando ogni tanto capivano qualcosa, nella carrozza partiva un "aaahhh" da stadio e tutti passavano la parola affinche' anche quelli sugli ultimi posti potevano sapere quello che abbiamo detto.
Alla fine (ormai credo che erano le 11) hanno trovato un tibetano che parlava l'inglese e cosi' potevano farci le domande che dal cinese venivano tradotti in tibetano (il tibetano non parlava cinese) e dal tibetano in inglese e viceversa. Ma con questo il discorso si facilitava al punto tale che entro pochi minuti avavamo risposto a tutto che ci hanno cercato di chiedere durante il giorno e cosi' il discorso era esaurito velocemente. In piu' non avavano piu' niente da ridere perche' il nostro discorso in parole non era divertente come i teatrini e dunque piano, piano uno dopo l'altro si sono messi a dormire (si fa per dire).

Die Nacht war ungemuetlich, trotzdem schafften wir es ein paar Stunden zu schlafen. Unsere Vermutung, dass die meisten Passagiere unterwegs aussteigen wuerden, war zwar richtig, allerdings dachten wir nicht daran, dass genauso viele wieder zusteigen wuerden.
Bereits gegen Nachmittag mussten wir feststellen, dass alle in unserer naechsten Umgebung nach Lhasa fahren werden. Die Immigrationspolitik fuer Tibet scheint ja voll gut zu funktionieren. Das wird ja lustig werden.
Und es wurde wirklich lustig: ein paar Stunden spaeter waren wir umzingelt von zwanzig neugierigen Chinesen aus unserem und teilweise auch den Nachbarwaggonen, die alle kreuz und quer redeten und fragten, ohne zu verstehen dass es Menschen gibt die kein Chinesisch koennen.
Das Limit unserer paar chinesischen Saetze aus dem Reisefuehrer war bald erreicht, sodass wir mit Zeichnen weitermachen mussten. Obwohl sich die Gespraeche oft nur wiederholten, weil ein anderer Chinese dasselbe wissen wollte wie der vorhin, machte es trotzdem Spass.
Am Abend bekamen wir noch Zuwachs von zwei jungen Tibetern, die gebrochen Englisch konnten. Besonders der Mann, der frueher - wie viele andere Tibeter auch - nach Indien geflohen ist, um dort Buddhismus zu studieren und nebenbei Englisch zu lernen, konnte uns viel ueber Tibet und das schlimme Los deren Einwohner erzaehlen. Dass sie so offen ueber Dalai Lama und gegen China redeten, hatte wahrscheinlich damit zu tun, dass sie in unserer Umgebung die einzigen waren, die sich auf Englisch verstaendigen konnten.

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